I 12 tipi di escursionisti che incontri in rifugio (e uno sei tu)

I 12 tipi di escursionisti che incontri in rifugio (e uno sei tu)

Dal Cronometrista al Frusciatore di camerata: i 12 tipi di escursionisti che incontri in rifugio. In almeno uno ti riconoscerai. 



In dieci anni di blog ho passato più ore sulle panche dei rifugi che in tante sale d'attesa. Il rifugio è l'unico posto dove un notaio e un ragazzo di vent'anni dividono la stessa panca, lo stesso strudel e la stessa fila per il bagno. Dopo un po' ti accorgi che lassù le persone si ripetono. Non in senso brutto: si ripetono come i segnavia, sempre uguali e sempre al loro posto.

Questa è la mia classificazione, rigorosamente non scientifica. Vi avviso: in almeno uno di questi tipi vi riconoscerete.

1. Il Cronometrista

Arriva e guarda l'orologio prima del panorama. Il cartello diceva due ore, lui ci ha messo un'ora e dieci, e nel giro di cinque minuti lo sa tutta la terrazza. Ha lo smartwatch che vibra quando chiude l'anello e il dislivello a memoria. Per voi ha una sola domanda: "Da dove siete partiti? E quanto ci avete messo?"

Non esiste una risposta giusta. Qualunque tempo diciate, lui ci ha messo meno.

2. L'Attrezzato da spedizione

Il rifugio è a quaranta minuti da un parcheggio asfaltato, ma lui è pronto per il K2. Bastoncini in carbonio, guanti tecnici a luglio, kit di pronto soccorso grande come un bagaglio a mano, frontale anche se rientra alle tre.

Lo prendi in giro, certo. Poi ti si rompe un laccio o ti spunta una vescica, e scopri che ha esattamente quello che ti serve. Il rifugio ha bisogno di lui più di quanto siamo disposti ad ammettere.

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3. Quello in sneakers bianche

L'opposto perfetto del precedente. Scarpe bianche immacolate, almeno alla partenza, felpa di cotone e mezzo litro d'acqua da dividere in tre. Di solito è salito in funivia e ha scoperto solo in cima che "il rifugio lì dietro" erano altri quaranta minuti di ghiaione.

Lo riconosci perché guarda il cielo con un filo di apprensione in più degli altri. Fa sorridere, finché il tempo non cambia: a quel punto non fa più ridere nessuno. Non per niente ho scritto un post su quanto costa il soccorso alpino.

4. Il Fotografo del tavolo con vista

Ha occupato l'unico tavolo sul bordo della terrazza alle 11:40, e alle 13:15 è ancora lì con lo stesso spritz, ormai tiepido. Non lo beve: lo fotografa. Calice alzato davanti alle cime, calice appoggiato, calice di sbieco con la mano che entra nell'inquadratura "in modo naturale".

Il gestore lo osserva con la pazienza di chi ha visto nascere Instagram e, probabilmente, lo vedrà finire. Se vi serve una didascalia per quella foto, ho raccolto 100 frasi dei rifugi.

5. Il Contabile

Legge il menù come un estratto conto. "Otto euro una birra?" "Diciotto euro i canederli?" Lo dice ad alta voce, perché resti agli atti.

Non lo sfiora il pensiero che quella birra sia salita in elicottero, che lassù l'acqua sia un problema vero e che il gestore abbia tre mesi per far quadrare un anno. Poi ordina il secondo strudel. E lo capisco: la montagna fa questo effetto.

6. Il Nostalgico

"Quando venivo io c'erano una stanza, la stufa e un gestore che non parlava." Il Nostalgico ricorda ogni rifugio prima della ristrutturazione, prima del POS, prima della doccia calda.

Di solito ha ragione su metà delle cose e torto sull'altra metà, ma racconta benissimo, e alla fine ti fa venire voglia di esserci stato anche tu, nel 1987. A questo personaggio, e a come è cambiata la montagna, ho dedicato un libro intero di racconti ironici: Più su del previsto.

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7. Il Meteorologo

Ha quattro app aperte, le confronta, fa la media. Poi annuncia alla sala: "Il temporale arriva alle 14:40." Alle 14:40 c'è il sole. Alle 15:10 grandina. Lui annuisce soddisfatto: "Visto? Quasi."

Va detto: è l'unico che il meteo l'ha guardato prima di partire.

8. Quello del Wi-Fi

Entra, si siede, e la prima domanda al bancone non riguarda il menù né il sentiero: "Avete il Wi-Fi?" Quando gli rispondono di no, ha la faccia di chi ha appena saputo che il sentiero è franato.

Un'ora dopo, senza rete, è la persona più rilassata del rifugio. Non lo ammetterà mai.

9. Il Collezionista di rifugi

Ha un libretto, una mappa con le bandierine o un foglio di calcolo, e non giudico. Non è salito per il panorama: è salito per spuntare il rifugio numero 87. Chiede il timbro con la solennità con cui altri chiedono una benedizione.

Se gli nominate un rifugio dove non è mai stato, gli vedrete passare un'ombra negli occhi. Se siete di questa specie, una lista da cui partire ce l'avete: i 10 rifugi più belli delle Dolomiti.

10. Il Gruppo della domenica

Arrivano in ventotto, tutti insieme, alle 12:30 in punto. Il capogruppo ha prenotato, forse. Ordinano ventotto primi: tre senza glutine e uno che "decide dopo". Dopo il caffè parte il coro.

Che vi piaccia o no, sono la cosa più vicina all'anima originale dei rifugi: gente che sale insieme, mangia insieme e canta insieme. Stonata, ma insieme.

11. Il Frusciatore di camerata

Specie notturna, si rivela solo a chi pernotta. Alle 4:50 si sveglia per l'alba e, nel buio totale, decide di riorganizzare lo zaino usando esclusivamente sacchetti di plastica. Ogni sacchetto viene aperto, chiuso e riaperto. Lui è convinto di essere silenzioso. Non lo è.

La camerata lo odia per venti minuti, poi lo ringrazia, perché l'alba era davvero bellissima. Il suo parente stretto è il Russatore, ma su di lui la scienza non si è ancora pronunciata.

12. L'Amico del gestore

Entra dalla porta della cucina. Chiama il gestore per nome e sa che oggi c'è il gulasch prima che lo scrivano sulla lavagna. A volte finisce a pranzo al tavolo dello staff.

Lo invidiate tutti, e avete ragione: è quello che ha capito meglio come funziona un rifugio. Si torna, si saluta, si rispetta il lavoro di chi sta lassù tutta l'estate.

Fuori classifica: il cane

Il cliente più educato del rifugio. Si sdraia sotto la panca, non si lamenta dei prezzi, non chiede il Wi-Fi e non vi dice quanto ci ha messo. Al massimo guarda il vostro strudel con intensità.

E tu, che tipo sei?

Io, per la cronaca, sono un incrocio tra il Metereologo e il Nostalgico, con qualche ricaduta da Collezionista. Voi in quale vi siete riconosciuti? Scrivetelo nei commenti, prometto di non giudicare. Il Contabile forse un po' sì.

E se cercate un giro nuovo per mettervi alla prova, con il cronometro o con calma, in 70 escursioni ad anello nelle Dolomiti trovate settanta anelli per arrivare in rifugio senza tornare per la stessa strada.


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Commenti

Più su del previsto

Luca Mattiello Luca Mattiello autore di Volpi del Vajolet

Ho scritto un libro — e non è una guida.

Se sei arrivato fin qui a leggere, forse il mio modo di raccontare la montagna ti piace. Dopo dieci anni e più di 300 escursioni raccontate su questo blog, ho messo insieme Più su del previsto: 34 racconti brevi su come sono cambiate le nostre montagne — e su come siamo cambiati noi che ci andiamo.

Il primo capitolo lo puoi leggere qui, gratis e per intero. Se ti strappa un sorriso, sai dove trovare gli altri trentatré.

— Luca

Volpi del Vajolet — online dal 2016

Leggi gratis il primo capitolo →

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