15 escursioni a bassa quota in Veneto

 15 escursioni a bassa quota in Veneto



Durante il periodo invernale, per i non amanti della neve, si cercano escursioni a bassa quota. Da fare in tranquillità, magari scegliendo itinerari facili e meno lunghi dal momento che le giornate si accorciano. Ho voluto racchiudere 15 idee di itinerario che potete fare in Veneto. 

Durante il periodo invernale, per i non amanti della neve, si cercano escursioni a bassa quota. Da fare in tranquillità, magari scegliendo itinerari facili e meno lunghi dal momento che le giornate si accorciano. Ho voluto racchiudere 15 idee di itinerario che potete fare in Veneto. Ho tralasciato tutti gli itinerari in Grappa che qui potete trovarne 15: 15 escursioni da fare in monte Grappa o nella mia nuova guida "Alla scoperta dei sentieri del monte Grappa" a questo LINK. Oppure se cercate molte più escursione da fare in Veneto le trovate qui: 40 escursioni da fare in Veneto.  

  • 1) Escursione al rifugio Bianchet

Un interessante itinerario da fare nell’Agordino/Bellunese è la salita al rifugio Bianchet. Il sentiero è privo di pericoli ed esposizioni, in quanto si cammina quasi esclusivamente su una carrareccia, ma la lunghezza di 16 km e il dislivello di 850 metri positivi, considerando i vari saliscendi, rendono comunque quest’escursione abbastanza impegnativa. Sta di fatto, che essendo una strada forestale, la pendenza di tutto il percorso non è mai elevata e presenta anche alcuni tratti in piano. Dal momento che si risale una stretta e lunga vallata, principalmente in mezzo al bosco di faggi e abeti, il punto forte di quest’itinerario è l’arrivo al rifugio Bianchet. Infatti, il rifugio Furio Biachet si trova in uno splendido pianoro verde con una vista spettacolare sulla Schiara, montagna simbolo di Belluno. Inoltre, dal rifugio è ben visibile la caratteristica “Gusela del Vescovà”, un piccolo torrione stretto e verticale inconfondibile alla vista. “Gusela” appunto significa ago.


  • 2) Capanna degli alpini

Un facile e rilassante itinerario da fare nel Cadore è raggiungere il rifugio Capanna degli Alpini, in val d’Oten, a Calalzo di Cadore. Il sentiero è facile, tra andata e ritorno sono 11 km e in un’ora e mezza lo si raggiunge. Si percorre principalmente una strada forestale, molto ampia priva di pericoli che porta al rifugio Capanna degli Alpini. Viste basse altitudini e i pochi tratti all’ombra è preferibile fare quest’itinerario nelle giornate meno calde, magari con qualche nuvola, o nelle stagioni non estive. Quest’itinerario è molto indicato anche da fare con le ciaspole visto la conformità del territorio. Il panorama che si può ammirare lungo il tragitto è verso le Marmarole e il monte Antelao che circondano la val D’Oten. Inoltre, in lontananza, si notano gli spalti di Toro. Un’altra attrazione di quest’itinerario è raggiungere la cascata delle Pile a neanche 20 minuti da rifugio. Qui bisogna fare particolare attenzione, in quanto bisogna salire dei tratti esposti e diversi gradoni in ferro abbastanza scivolosi, specie negli anni piovosi o se ha piovuto. Quest’ultimo tratto non è raggiungibile dai cani.


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  • 3) Escursione al rifugio VII Alpini

Una delle escursioni più classiche da fare nelle Dolomiti Bellunesi, più precisamente nel gruppo della Schiara, è la salita al rifugio Settimo Alpini. Il rifugio Settimo Alpini è considerato anche la via d’accesso alla Schiara punto di partenza di numerosi sentieri e ferrate che percorrono questo bellissimo e selvaggio gruppo dolomitico. Il sentiero percorre tutta la vallata del torrente Ardo, il primo tratto percorre una mulattiera quasi in piano con leggeri saliscendi, mentre nella seconda parte si percorrono gli 850 metri di dislivello in salita. Il sentiero si sviluppa quasi per intero in mezzo a un bosco di abeti e faggi fiancheggiando il torrente Ardo, cambiando sponda varie volte percorrendo alcuni ponti. Lungo l’itinerario si possono notare diverse cascatelle e marmitte che il torrente Ardo ha formato nel tempo rendendo quest’itinerario particolarmente interessante. Alla fine del sentiero si arriva al rifugio 7° Alpini quasi di sorpresa, perché sempre nascosto dagl’alberi e ci si trova sulle pendici di roccia Dolomitica della Schiara. Dal rifugio in lontananza si può ammirare la città di Belluno con dietro il Col Visentin. Visto le quote basse consiglio di non percorrere quest’escursione nelle giornate particolarmente calde e afose.


  • 4) Anello delle malghe del monte Avena

Una camminata davvero rilassante da fare nel Feltrino è fare l’anello delle malghe del monte Avena.  L’escursione è facile, il dislivello è di soli 350 mt e con 10 km di camminata lo si percorre. Il panorama che si può godere da questo monte è davvero lodevole. A nord si è al cospetto di tutte le Vette Feltrine, con il monte Pavione la cima più alta. Se si sta attenti si può notare anche il rifugio Dal Piaz. Più in lontananza si vedono i Lagorai con cima d’Asta. A est si può ammirare tutto il Feltrino. A sud invece si trova il Massiccio del Monte Grappa, con evidente la cresta Fontana-secca, Solaroli, col dell’Orso, cima Grappa, il monte Tomatico e subito sotto si vede il lago del Corlo. Infine, a ovest si può ammirare l’altopiano di Asiago dove si nota la cresta settentrionale con Cima XII, la cima più alta. A sinistra di essa si trova cima Portule, mentre a destra l’Ortigara. 


  • 5) Anello del Sengio Alto

L’anello del Sengio Alto è un’escursione ad anello davvero piacevole da fare nelle Piccole Dolomiti, a Pian delle Fugazze, subito sopra a Valli del Pasubio. Una delle attrattive principali di quest’itinerario è il ponte Avis, ponte “tibetano” (non proprio tibetano ma a funi sospese) lungo ben 105 metri e sospeso a 30 metri d’altezza. Il ponte tibetano di valli del Pasubio è stato costruito nel 2016 in un punto dove la strada del re è franata e ne impediva il passaggio. La strada del re è la prima parte di quest’escursione, è una stradina asfaltata, oggi chiusa alle macchine, costruita dal re Vittorio Emanuele III, durante la Prima Guerra Mondiale, per collegare Pian delle Fugazze, ai piedi del Pasubio, con il passo Campogrosso dov’è ubicato anche il rifugio Campogrosso. La difficoltà dell’escursione è medio facile, la salita, di 470 metri di dislivello, è ben distribuita lungo la prima parte del percorso, e con i suoi 12 km di lunghezza l’escursione è abbastanza adatta a tutti.

  • 6) Sentiero dei Grandi Alberi

Un bellissimo itinerario, da fare nel vicentino, è il sentiero dei grandi alberi, nelle Piccole Dolomiti, che da Recoaro Mille si giunge al rifugio Cesare Battisti. L’escursione non è da sottovalutare. Nonostante si percorrono carrarecce completamente prive di pericoli, e strade con pendenze sempre bassissime, l’itinerario completo tra andata e ritorno si sviluppa in 18 km per un dislivello di 700 mt. Bisogna considerare che il percorso è formato da diversi saliscendi da affrontare sia all’andata che al ritorno. Come da titolo dell’escursione, i protagonisti di questo tragitto sono gli alberi, alcuni molto grandi e vecchi. Quest’itinerario è particolarmente adatto da fare durante il periodo autunnale. La grande varietà di alberi nel bosco rende il foliage davvero unico e variegato. Sono presenti infatti abeti, larici, faggi, aceri e tigli e molte altre specie di piante che rendono il percorso molto entusiasmante. 


  • 7) Anello del forte Lisser ad Enego

Per un amante della storia e della Grande Guerra, un facile e tranquillo itinerario da fare sull’altopiano di Asiago è sicuramente la salita al Forte Lisser da Enego. L’escursione è abbastanza semplice, la lunghezza totale è di 7 km e il dislivello è di soli 350 mt, escursione ideale da fare anche in una mattinata. Se si compie il giro in senso orario (che consiglio) la pendenza che porta in cima è davvero minima e non ci si accorge neanche di salire. Il rientro invece è molto ripido e in soli 40 minuti riporta al punto di partenza. Se non amate i percorsi troppo ripidi, dal forte Lisser si può rientrare al punto di partenza per lo stesso sentiero fatto all’andata.


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  • 8) Monte Pubel, da Valstagna

Un’escursione davvero bella immersa nel verde della Val Brenta, valle compresa dal Massiccio del Monte Grappa e l’altopiano di Asiago, è il sentiero attrezzato Pierino della Zuanna, che dal Valstagna porta al Monte Pubel a due passi da Foza, vicino ad Asiago.
ATTENZIONE: il sentiero presenta negli ultimi 100 metri circa una parte attrezzata che necessita di attrezzatura adeguata. Questa parte comunque è evitabile prendendo una variante un po’ prima della parte attrezzata. La parte attrezzata comunque è molto semplice e poco esposta (Vedi foto sotto). La difficoltà sta più nel dislivello totale da affrontare e nella prima parte in cui si sale di altezza abbastanza velocemente. Il sentiero Pierino della Zuanna è un sentiero sistemato di recente su tracce storiche risalenti alla prima Guerra Mondiale. Infatti dal dicembre del 1917, quando gli austroungarici occuparono Foza, cercavano una via per scendere alla pianura e il monte Pubel fu teatro di scontri tra i due schieramenti. All’altezza di 800-900 metri infatti si trovano ancora oggi delle tracce di gallerie e trincee di guerra scavate dagli italiani che cercavano di recuperare la cima. Questo terreno era l’ultimo baluardo a difesa di Valstagna.


  • 9) 4444 gradini della Calà del Sasso


Un bel itinerario da fare in Val Brenta, prima della Valsugana, è salire lungo i 4444 gradini della Calà del Sasso, che da Valstagna portano appunto a Sasso, paese vicino a Foza, nell’Altopiano di Asiago. La particolarità di quest’itinerario sono appunto i 4444 scalini che si sviluppano lungo tutto il percorso. I 4444 scalini furono costruiti nel XV secolo e vennero ampiamente utilizzati dall’arsenale della Repubblica di Venezia per la costruzione di navi. Di fianco ai gradini, infatti, è presente una specie di scivolo, fatto sempre in pietra, che aveva lo scopo di facilitare la calata dei tronchi d’alberi dall’altopiano fino a Valstagna, per poi essere trasportati a Venezia lungo il Brenta. Il percorso è abbastanza impegnativo, seppur il dislivello non è tantissimo, 750 mt, la breve lunghezza comporta a una pendenza elevata e se si considera anche la presenza dei gradini, che mettono a dura prova i polpacci, non è da sottovalutare. Il percorso si sviluppa interamente in mezzo al bosco, il paesaggio non è particolarmente panoramico, ma la fauna è molto presente ed è facile imbattersi in qualche ungulato. 

LINK: 4444 scalini della Calà del Sasso

  • 10) Cismon, Val Goccia, Col dei Prai

Una bella escursione da fare in val Brenta, sul versante del monte Grappa, è l’anello Cismon del Grappa, Col dei Prai e Val Goccia. L’itinerario è abbastanza breve, 10 km, ma l’escursione è un po’ impegnativa a causa del primo tratto molto ripido che porta a Casere Costa, dove si concentra la maggior parte del dislivello. L’unicità del percorso è data dal fatto che si percorre una scalinata selciata, molto antica, e simile al vicino e più famoso percorso della Calà del Sasso e i 4444 scalini. Questo percorso pare fosse utilizzato anche in epoca romana, e lungo il tragitto, sono presente delle tombe di epoca longobarda. Per la storia più recente, quest’itinerario fu utilizzato dagli austro-ungarici per portare viveri e munizioni sul fronte del Grappa utilizzando la comoda ferrovia che da Trento portava a Cismon. Sempre da qui gli austriaci pompavano l’acqua del Brenta in Grappa stoccandola in diverse vasche in loco. Una delle caratteristiche del Grappa è che è un territorio carsico e in alta montagna la zona è priva di sorgenti d’acqua. Infine, questa mulattiera fu anche usata per evacuare, in fretta e furia, la zona del Grappa (monte Pertica e Asolone) verso la fine della guerra dopo la capitolazione dell’esercito del Kaiser. 

  • 11) Cismon, Val Goccia, Col dei Prai

Una camminata davvero facile e sorprendente da fare nelle Prealpi Trevigiane è percorrere la via dell’acqua o via dei mulini a Cison di Valmarino. Il perfetto mix tra natura e artigianato locale ha reso questo posto davvero affascinante. Si percorre un trekking che risale a monte il torrente Rujo che gli abitanti di Cison, in epoca passata, hanno deviato il suo corso parecchie volte per sfruttare la forza dell’acqua con l’utilizzo di mulini lungo l’antica borgata (contribuendo alla nascita del famoso “artigianato vivo”, trasformato nei giorni nostri in manifestazione che richiama ogni anno migliaia di persone). Le innumerevoli cascatelle e i giochi d’acqua date dall’ambiente montano fanno si che si è “costretti” a fermarsi innumerevoli volte a fotografare questo spettacolo della natura. La sua breve lunghezza e il poco dislivello rende quest’escursione adatta a tutti, perfetta da fare se si ha solo mezza giornata libera. 

LINK: via dell'acqua

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  • 12) Monte Zogo da Milies

Una bella escursione ad anello che si può fare nelle Prealpi trevigiane, più precisamente a Milies, vicino Segusino, è salire al monte Doc o monte Zogo dove si può godere di un bellissimo panorama sulla pianura Veneta, in particolare sul letto del fiume Piave, e verso nord sulla Val Belluna con scorsi sulle Dolomiti e Vette Feltrine, il tutto ambientato in verdi pascoli tipici dell’alpeggio di queste zone dove in estate in queste montagne e malghe vengono portate le mucche al pascolo. L’escursione non è particolarmente impegnativa, il dislivello seppur di 600 mt si affronta facilmente in quanto si sale principalmente lungo strade forestali con pendenze mai eccessive. 

LINK: Monte Zogo da Milies

  • 13) Colle di San Giorgio

Il 
colle di San Giorgio è ben visibile dalla pianura, si trova nei colli Asolani, a metà circa dalla rocca di Asolo e Forcella Mostacin. Nelle giornate di sole si nota in maniera particolare in quanto i raggi solari riflettono nella cupola dell’oratorio dedicato a San Giorgio che si trova in cima. Il panorama che si può ammirare è molto bello, spazia su tutta la pianura e se ci si volta verso nord-ovest si può ammirare il Monte Grappa e ai suoi piedi si vede anche il tempio di Possagno.


LINK: Colle di San Giorgio da Coste di Maser


  • 14) Sentiero delle Due Rocche

Un buon trekking da fare tutto l’anno anche per mantenersi in allenamento è sicuramente il cammino delle due Rocche: dalla rocca di Asolo alla rocca di Cornuda. Siamo precisamente sui colli Asolani e con questo trek gli si attraversa completamente da ovest a est. Anche si siamo a quote d’altitudine relativamente basse quest’itinerario non è affatto da sottovalutare in quanto presente vari saliscendi, conferendo all’escursioni circa 500 metri di dislivello, e una lunghezza abbastanza lunga, circa 25 km tra andata e ritorno.
Quest’escursione è anche di carattere storico in quanto in questi colli si sono svolte alcune vicende della prima guerra Mondiale. Infine a carattere naturalistico, c’è da ricordare che durante il periodo della migrazione i colli Asolani vedono di passaggio molte specie di uccelli.
La Rocca di Asolo o Rocca Braida è una fortezza, situata sulla cima al Monte Ricco, che sovrasta l'omonimo borgo. La tradizione vuole che un originario complesso difensivo sorgesse qui fin dall'epoca preromana.

LINK: Sentiero delle Due Rocche


  • 15) Rocca Pendice, colli Euganei

Un bel trekking da fare tutto l’anno, magari nei mesi freddi per tenersi in allenamento è raggiungere Rocca Pendice sui Colli Euganei. L’escursione non è particolarmente impegnativa, il dislivello è minimo però comunque ci sono due tre passaggi esposti che richiedono una certa 
esperienza in fatto di escursione. Inoltre la roccia del monte Pendice è molto scivolosa e la zona, soprattutto dopo una pioggia, è spesso fangosa e bisogna fare particolare attenzione. Anche la segnaletica è abbastanza scarsa e bisogna orientarsi un po’ad intuito. Comunque lo scenario dei colli Euganei è davvero appagante e suggestivo che merita di essere visitato. Il monte Pendice è conosciuto soprattutto dagli arrampicatori in quanto a differenza degl’altri colli è formato da roccia vulcanica in affioramento, tracheite, dove nell’ultimo secolo sono state create delle palestre di roccia.


LINK: Rocca Pendice da Teolo


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