INTRODUZIONE:
L'escursione al rifugio Vittorio Emanuele
II è una delle più classiche del Parco Nazionale del Gran Paradiso e
probabilmente la più frequentata della Valsavarenche.
Quest’escursione in valle d’Aosta, parte
dal fondo della valle, a Pont, e si sale per 760 mt di dislivello su un
tracciato che è per gran parte una mulattiera reale, costruita ai tempi in cui
questi valloni erano riserva di caccia dei Savoia. Il fondo è quindi sempre
buono, largo, con pendenza regolare: nessun passaggio esposto, nessun tratto
attrezzato, niente che vada oltre una normale escursione in quota. Il panorama
è il motivo per cui vale la pena farla. Sopra i ruderi di Chanté, a 2370 mt,
compare la vetta del Gran Paradiso (4061 mt), l'unico quattromila interamente
italiano. Salendo si aprono anche la Punta Fourà , i colli del Grand Etret, i
Denti di Broglio, la Becca di Monciair, il Ciarforon con la sua parete nord e
la Tresenta. All'arrivo il rifugio sta sulla riva del laghetto di Moncorvè, con
la mole del Ciarforon a chiudere l'orizzonte: è uno dei posti più fotografati
della Valle d'Aosta e si capisce perché. Se state cercando un'escursione
impegnativa ma tecnicamente semplice, adatta anche a chi non ha esperienza di
alta montagna purché sia allenato, questa fa al caso vostro. Considerate però
che si tratta di quasi 800 mt di dislivello e che si arriva sopra i 2700 mt: il
fiato conta. Il rifugio è di proprietà del CAI Torino e ha 120 posti letto. La
struttura attuale, quella con la caratteristica forma a botte in alluminio, è
stata completata nel 1961: i lavori erano cominciati negli anni Trenta e la
guerra li aveva interrotti. Accanto sopravvive il vecchio rifugio del 1884,
oggi usato come locale invernale e punto di sorveglianza. È la base principale
per la salita al Gran Paradiso, quindi in alta stagione trovate parecchi
alpinisti che partono nella notte. Ultima nota pratica: tutto il percorso è
dentro il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Vale la pena partire presto, sia
per il caldo sul piano di Seyraz sia perché al mattino le probabilità di vedere
stambecchi e camosci sono molto più alte.

RIFUGIO VITTORIO EMANUELE II:
ESCURSIONE IN DETTAGLIO.
Da
Aosta si prende la SS26 fino a Villeneuve, poi si imbocca la SR23 della
Valsavarenche e si risale tutta la valle fino in fondo, oltre Dégioz e Eaux
Rousses, fino a Pont (1960 mt), dove la strada finisce. Il parcheggio è un
ampio sterrato gratuito nei pressi dell'Hotel Gran Paradiso e del campeggio,
con servizi igienici. Dal parcheggio si scende verso il torrente Savara e lo si
attraversa sul ponte, portandosi sulla destra orografica. Qui si prende il sentiero
1, indicato da un cartello in legno. Il primo tratto è pianeggiante e
attraversa il piano di Seyraz costeggiando il torrente: si cammina su fondo
largo, in una decina di minuti si arriva al rifugio Tétras Lyre (circa 1990
mt), piccola struttura in legno aperta d'estate.Superato
il rifugio si passa un ponticello e comincia la salita vera. La mulattiera
reale entra nel bosco di larici e guadagna quota con numerose svolte regolari:
è la parte più faticosa in senso assoluto, ma anche la più protetta dal sole.
Intorno ai 2200 mt il bosco si dirada e si esce su un balcone roccioso che
domina tutto l'anfiteatro del vallone di Seyraz: qui è il primo punto in cui
conviene fermarsi a guardarsi indietro. Si prosegue sempre sul sentiero 1 e a
2370 mt si arriva su un dosso dove si trovano i ruderi di Chanté. Da qui
compare per la prima volta la vetta del Gran Paradiso. Il tracciato resta
evidente e ben tenuto, con la pendenza che si mantiene costante; il panorama si
apre progressivamente sulla Punta Fourà , sui colli del Grand Etret, sui Denti
di Broglio, sulla Becca di Monciair, sul Ciarforon e sulla Tresenta. Nell'ultimo
tratto, sopra i 2600 mt, si abbandonano gli ultimi arbusti e si entra in
ambiente di alta montagna, fra pietraie e prati magri. Il sentiero compie un
ultimo traverso in quota e intorno ai 2700 mt si affaccia sul laghetto di
Moncorvè: il rifugio Vittorio Emanuele II (2732 mt) è lì, sulla riva,
riconoscibile dalla forma a botte, con accanto il vecchio edificio in pietra
del 1884.Il tempo di salita è di 2 ore e 30 minuti. Il rientro avviene per lo
stesso itinerario: in discesa si impiega circa 1 ora e 50 minuti, prestando
attenzione nel tratto di mulattiera fra Chanté e il bosco, dove i sassi
levigati dal passaggio possono essere scivolosi con la suola consumata o dopo la
pioggia.

VARIANTI:
Salita al Gran Paradiso (4061
mt).
Dal rifugio parte la via normale al Gran Paradiso, che si percorre pernottando
in quota e partendo prima dell'alba. Non è un'escursione: si tratta di un
itinerario alpinistico su ghiacciaio, con un passaggio finale di roccia sotto
la Madonnina, per cui servono ramponi, piccozza, corda e la compagnia di una
guida se non si ha esperienza.
Traversata con il rifugio
Chabod. I due rifugi che fanno da base al Gran Paradiso sono
collegati da un sentiero alto e si può salire da Pont al Vittorio Emanuele e
scendere su Pravieux passando dal Chabod (2750 mt), o viceversa. È un giro più
lungo e con qualche tratto su morena, da valutare solo con neve assente.
Traccia GPX
Traccia GPX rifugio Emanuele II
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FOTO:
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| GPS dell'escursione. |
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| GPS dell'escursione, i colori indicano l'altimetria. |
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| Profilo altimetrico. |
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| rifugio Tétras Lyre |
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| la mulattiera di salita. |
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| la mulattiera di salita. |
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| la mulattiera di salita. |
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| La valsavarenche. |
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| Prime cime a vista. |
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| la mulattiera di salita. |
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| la mulattiera di salita. |
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| Spledido paesaggio. |
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| Si intravede il rifugio. |
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| il laghetto al rifugio. |
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| Il rifugio Vittorio Emanuele II. |
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| Il rifugio Vittorio Emanuele II. |
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