Abete bianco e abete rosso: come riconoscerli in 30 secondi
Abete bianco e abete rosso: come riconoscerli in 30 secondi
Abete bianco o abete rosso? Aghi, pigne, corteccia e chioma: come riconoscerli in 30 secondi durante un’escursione nei boschi delle Dolomiti.
Camminando nei boschi delle Dolomiti li incontriamo di continuo, eppure in tanti li confondono. Abete bianco e abete rosso si somigliano da lontano, ma da vicino bastano pochi dettagli per distinguerli senza esitazioni. Ecco quelli che guardo io.
Gli aghi: il test più rapido
Abete rosso (Picea abies): gli aghi sono corti, rigidi e pungenti. Sono disposti tutto intorno al rametto, come una spazzola. Se li fai rotolare tra le dita, senti che hanno una sezione quadrata.
Abete bianco (Abies alba): gli aghi sono piatti, morbidi e non pungono. Sono disposti su due file ai lati del rametto, come i denti di un pettine. Girando il rametto, sulla parte inferiore si vedono due sottili linee bianche: è da qui che arriva il nome.
Il trucco più semplice: stringi un rametto in mano. Se punge è un abete rosso, se è morbido è un abete bianco.
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Le pigne: guarda a terra
Abete rosso: le pigne pendono verso il basso e cadono intere. Quelle che troviamo sul sentiero, in un bosco di abeti, sono quasi sempre sue.
Abete bianco: le pigne stanno dritte sui rami, come candele. A maturazione si sfaldano direttamente sull’albero e a terra cadono solo le squame. Una pigna intera di abete bianco sul sentiero è quasi impossibile da trovare.
La corteccia
Abete rosso: bruno-rossastra, a piccole scaglie sottili.
Abete bianco: grigio chiaro, quasi argentea, liscia negli alberi giovani e solcata in quelli vecchi.
La forma della chioma
Abete rosso: forma conica e appuntita, la classica sagoma dell’albero di Natale, con i rami secondari che spesso ricadono verso il basso.
Abete bianco: da giovane è simile, ma negli esemplari vecchi la cima si allarga e si appiattisce, formando il cosiddetto “nido di cicogna”.
Dove crescono
L’abete rosso è l’albero più diffuso nei boschi delle Dolomiti e sale fino al limite del bosco. È anche il legno di risonanza usato per gli strumenti musicali: la foresta di Paneveggio è famosa proprio per questo. Dopo la tempesta Vaia del 2018 è stato colpito duramente dal bostrico, e molti versanti con chiazze di alberi secchi e rossicci sono il risultato.
L’abete bianco preferisce ambienti più umidi e ombrosi, a quote medie, spesso mescolato al faggio. È meno comune, e trovare un bel bosco di abete bianco è sempre una piccola sorpresa.
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