Rifugio Giaf: escursione ad anello da Forni di Sopra

 Rifugio Giaf: escursione ad anello da Forni di Sopra

Il rifugio Giaf si raggiunge da Forni di Sopra, nel cuore delle Dolomiti Friulane, risalendo la val di Giaf lungo il torrente. Un anello breve nel bosco, ai piedi del Coston di Giaf, con le muraglie del Cridola e dei Monfalconi che incombono più in alto.

Partenza: parcheggio prima del ponte sul torrente Giaf, sopra Chiandarens, Forni di Sopra, 1070 mt
Tipologia: anello
Dislivello: 350 D+
Lunghezza: 5 km
Quota massima: Rifugio Giaf 1400 mt
Tempi: 1ora circa per la salita
Segnaletica: ottima
Difficoltà: facile
Punti d’appoggio: Rifugio Giaf 1400 mt
Cime percorse: nessuna
Segnavia: 346
Gruppo: Dolomiti friulane
Cartografia: Tabacco 1:25.000, foglio 2, Forni di sopra, Ampezzo, Sauris, Alta Val Tagliamento
Periodo consigliato: tutto l’anno
Adatto ai cani: si
Presenza d’acqua: no, se non lungo il torrente che si cammina a fianco
Cosa vedere: il bosco della val di Giaf, il torrente, la conca del rifugio ai piedi del Coston di Giaf, le pareti del Cridola e dei Monfalconi


INTRODUZIONE:

L'escursione al rifugio Giaf è una tra le più brevi e più abbordabili da fare a Forni di Sopra, fra quelle che portano dentro le Dolomiti Friulane, e proprio per questo è anche una delle più frequentate, anche se non prese d’assalto come in altri posti e rimangono comunque godibili.

Per quest’escursione a Forni di Sopra, si affrontano 350 mt di dislivello e 5 chilometri complessivi, con un tempo di cammino che sta abbondantemente dentro le due ore. Non ci sono difficoltà tecniche di nessun tipo: si sale su sentiero nel bosco e si rientra su strada forestale. Il rifugio Giaf non è un balcone panoramico. Sta a 1400 mt su un ripiano boscoso ai piedi del Coston di Giaf, dentro la valle. È comunque circondato dalle muraglie del Cridola, i Monfalconi, la Torre Spinotti che regalano un tipico ambiente delle Dolomiti. Il dislivello è modesto, la salita è tutta all'ombra e la lunghezza permette di partire tardi. Non ci sono impianti di risalita: si sale a piedi, ma la strada arriva già a 1070 mt e questo taglia buona parte della fatica. Il rifugio Giaf ha una storia particolare. Fu voluto dalla guida alpina Iginio Coradazzi, detto "Bianchi", e costruito dall'amministrazione comunale di Forni di Sopra: i lavori cominciarono intorno al 1940, la guerra li rallentò e l'inaugurazione arrivò solo nel 1947. Oggi è di proprietà del Comune e in concessione al CAI di Forni di Sopra, con 45 posti letto, ed è aperto indicativamente da giugno a settembre. Il Giaf non è una meta isolata: è un nodo. Da qui passano l'Alta Via n. 6 detta "dei silenzi", l'Alta Via di Forni e l'Anello delle Dolomiti Friulane, e da qui parte il sentiero che sale alla forcella Scodavacca per scendere poi sul rifugio Padova, sul versante cadorino. Chi vuole allungare ha parecchie possibilità, e le trovate più sotto. Il periodo migliore va da giugno a ottobre, con l'autunno che qui è particolarmente bello per via del bosco.

 

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RIFUGIO GIAF: ESCURSIONE IN DETTAGLIO.

 

Da Forni di Sopra si sale verso il passo della Mauria e subito dopo il paese si imbocca la strada che si stacca sulla sinistra in località Chiandarens (966 mt). Si attraversa il Tagliamento e si sale per circa un chilometro sul fianco sinistro del torrente Giaf: la strada è percorribile in auto fino al divieto, poco prima del ponte sul torrente. Qui, intorno ai 1070 mt, si può parcheggiare. Dal parcheggio si supera il ponte sul torrente Giaf e si prosegue sulla forestale, che sale su una larga rampa. Dopo pochi minuti, al primo tornante secco a sinistra, a quota 1106 mt, si lascia la strada forestale e si prende sulla destra il sentiero 346, che si addentra nel bosco in direzione ovest. Da qui in avanti il tracciato risale la valle tenendosi ai margini del torrente Giaf. La pendenza è regolare e mai eccessiva, il fondo è di terra e radici, l'ambiente è quello del bosco fitto di conifere: si guadagnano circa 300 mt in due chilometri, senza mai un tratto veramente ripido. Il torrente resta quasi sempre a portata di orecchio, in alcuni punti lo si attraversa anche.  Verso i 1350 mt il bosco comincia ad aprirsi e si intuisce la conca; con un ultimo tratto si sbuca sul ripiano dove sorge il rifugio Giaf, 1400 mt, ai piedi del Coston di Giaf. Per il rientro conviene chiudere l'anello anziché ripercorrere il sentiero: dal rifugio si prende la strada forestale, che scende sul lato opposto della valle con pendenza costante e fondo largo. È un percorso più comodo, meno bello dal punto di vista dell'ambiente ma più riposante per le ginocchia. Le due linee corrono parallele a poche centinaia di metri di distanza e si ricongiungono intorno ai 1150 mt, poco sopra il parcheggio.La discesa richiede circa 50 minuti. In tutto, soste escluse, si sta sulle 2 ore di cammino.

 

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VARIANTI:

 

L'anello di Bianchi. È la variante più interessante. Si tratta di un anello che parte e torna al rifugio Giaf, con circa 300 mt di dislivello e 2 ore e 30 minuti di cammino a passo tranquillo, pause comprese. Il nome è un omaggio a Iginio Coradazzi detto "Bianchi", la guida alpina che volle il rifugio, e alla famiglia Bianchi che lo gestì per anni. Il tracciato è stato ricavato recuperando vecchi sentieri che la vegetazione aveva sepolto, e ha una segnaletica propria, con un simbolo dedicato presente lungo tutto il percorso.

Forcella Scodavacca (2043 mt). È il prolungamento naturale per chi ha ancora gambe. Dal rifugio si continua sul sentiero 346 sempre in direzione ovest, si esce dal bosco e compaiono sulla destra la parete rossa della Torre Spinotti e più avanti, a sinistra, la Torre Antonio Berti, con le muraglie del Cridola e dei Monfalconi tutto intorno. L'ultimo tratto corre sui detriti. Dal rifugio alla forcella si contano 2 ore e circa 640 mt di dislivello aggiuntivo: qui l'escursione diventa impegnativa e il terreno è di alta montagna.

Traversata al rifugio Padova (1287 mt). Il sentiero 346 non finisce alla forcella: scende dall'altra parte nella Val Pra di Toro e arriva al rifugio Padova, sul versante cadorino. L'intero percorso da Chiandarens al Padova misura 9 km con 1070 mt di dislivello e 4 ore e 30 minuti di cammino. È una traversata, quindi serve organizzare il rientro con due auto.

D'inverno con le ciaspole. La val di Giaf è una classica ciaspolata facile della zona. Il rifugio però è chiuso, quindi va messo in conto un giro di sola andata e ritorno senza punto di appoggio.

  

Traccia GPX

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FOTO:

Gps dell'escursione.

Gps 3D dell'escursione.

altimetria.

parcheggio rifugio Giaf.

Torrente Giaf.

Si inizia per strada forestale.

deviazione per il sentiero.

Si sale.

In mezzo al bosco.

Si attraversa il torrente.

Si apre il panorama.

Vista dolomiti.

Arrivati al Giaf.

Il rifugio Giaf.

Il rifugio Giaf.

Si rientra per la forestale.


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