Escursione al rifugio Bianchet

 Escursione al rifugio Bianchet

Superata la Stanga, in Agordino si risale la stretta vallata che porta al rifugio Furio Bianchet con uno stupendo balcone sulla Schiara e la Gusela del Vescovà. 

Partenza: vicino la Stanga, lungo la statale Agordina 450 mt
Tipologia: andata/ritorno
Dislivello: 850 D+
Lunghezza: 16 km
Quota massima: Rifugio Bianchet 1250 mt
Tempi: 2.5 ore per la salita, 1.5 ore per la discesa
Segnaletica: ottima
Difficoltà: media
Punti d’appoggio: rifugio Furio Bianchet
Cime percorse: nessuna
Segnavia: 503
Gruppo: La Schiara
Cartografia: Tabacco 1:25.000, foglio 24, Prealpi e Dolomiti Bellunesi
Periodo consigliato: tutto l’anno, evitando in estate i periodi molto caldi viste le basse altitudini
Adatto ai cani: si.
Presenza d’acqua: alcune sorgenti lungo il sentiero e fontanella al rifugio.

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INTRODUZIONE: 

Un interessante itinerario da fare nell’Agordino/Bellunese è la salita al rifugio Bianchet. Il sentiero è privo di pericoli ed esposizioni, in quanto si cammina quasi esclusivamente su una carrareccia, ma la lunghezza di 16 km e il dislivello di 850 metri positivi, considerando i vari saliscendi, rendono comunque quest’escursione abbastanza impegnativa. Sta di fatto, che essendo una strada forestale, la pendenza di tutto il percorso non è mai elevata e presenta anche alcuni tratti in piano. Dal momento che si risale una stretta e lunga vallata, principalmente in mezzo al bosco di faggi e abeti, il punto forte di quest’itinerario è l’arrivo al rifugio Bianchet. Infatti, il rifugio Furio Biachet si trova in uno splendido pianoro verde con una vista spettacolare sulla Schiara, montagna simbolo di Belluno. Inoltre, dal rifugio è ben visibile la caratteristica “Gusela del Vescovà”, un piccolo torrione stretto e verticale inconfondibile alla vista. “Gusela” appunto significa ago.

 L’ESCURSIONE IN DETTAGLIO: 

I punti di partenza per raggiungere il rifugio Bianchet dalla strada Agordina sono 2 e si trovano leggermente distanti tra loro, tra le osterie tipiche del posto, che sono la Stanga e la Muda. Entrambi i parcheggi sono ben visibili e segnati dai classici cartelli CAI biancorossi con indicazione rifugio Bianchet. Se si lascia l’auto nel secondo parcheggio (a 450 metri s.l.m. circa), più ampio rispetto al primo, si sale lungo la stradina asfaltata che in poco tempo diventa sterrata costeggiando da nord a sud la parete della montagna. Il sentiero è uno solo ed è sempre ben segnato, segnavia 503. Dopo circa mezz’oretta si incrocia il sentiero che sale dal primo parcheggio, più ripido e diretto rispetto al secondo, e virando verso est ci si inoltra verso la lunga e stretta vallata che porta al rifugio Bianchet. Qui il sentiero è abbastanza monotono e sale in mezzo al bosco lungo la stradina forestale passando per alcuni tratti in mezzo al bosco e alcuni tratti sotto il sole. E’ possibile tagliare alcuni tornanti della stradina per un sentiero in mezzo al bosco. Si continua a salire con costanza superando diverse cascatelle e rii fino a giungere quasi d’improvviso, dopo un lungo tratto in semipianeggiante al rifugio Bianchet a 1250 metri s.l.m. Per il ritorno si procede per la stessa strada effettuata all’andata.


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FOTO:

GPS 3D dell'escursione al rifugio Bianchet.

Gps dell'escursione, in due punti visto che si cammina vicino alla parete ha perso il segnale.

altimetria.

lungo il sentiero.

lungo il sentiero.

lungo il sentiero.

lungo il sentiero.

giunti al rifugio Bianchet.

il rifugio Bianchet.

il rifugio Bianchet.

la Gusela del Vescovà.

la Schiara e la Gusela del Vescovà.

la Schiara.

il rifugio Bianchet con la Schiara dietro.

La Schiara.

lungo il sentiero.

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