Rifugio Dibona: come arrivare, orari e apertura sotto le Tofane
Rifugio Dibona: come arrivare, orari e apertura sotto le Tofane
Rifugio Dibona (2.037 m) ai piedi della Tofana di Rozes: come arrivare in auto, a piedi e in inverno, parcheggio, apertura ed escursioni da Cortina.
Il Rifugio Angelo Dibona è uno di quei posti dove la montagna ti si mette davanti in tutta la sua imponenza. Sorge a 2.037 metri, nel Valon de Tofana, proprio ai piedi della parete sud della Tofana di Rozes, nel punto in cui questa lascia spazio alla Tofana di Mezzo e ai Pilastri di Pomedes. Siamo a pochi chilometri da Cortina d'Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti Ampezzane.
È un rifugio comodo da raggiungere — d'estate ci si arriva quasi fino alla porta in auto o in bici — ma allo stesso tempo autentico e a gestione familiare, con una terrazza panoramica che spazia su Croda da Lago, Cinque Torri, Averau, Nuvolau, Antelao e Sorapiss. In questa scheda trovi tutto quello che serve per organizzare la salita: come arrivare in auto, a piedi e con i mezzi, il parcheggio, i periodi di apertura e cosa fare una volta lassù.
Ti piacciono le escursioni ad anello? Nella mia nuova guida "70 escursioni ad anello nelle Dolomiti" trovi 70 trekking circolari da non perdere in tutte le Dolomiti tra Veneto e Trentino-Alto Adige. In ogni escursione è presente una cartina che indica il percorso e c'è la possibilità di scaricare la traccia gpx da seguire!
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Dove si trova il rifugio Dibona
Il rifugio si trova in comune di Cortina d'Ampezzo (BL), nel Valon de Tofana, ai piedi della Tofana di Rozes, a circa 8-9 km dal centro di Cortina. Si raggiunge da una rotabile che si stacca dalla SR48 (Strada Regionale delle Dolomiti), quella che da Cortina sale al Passo Falzarego. È dunque a due passi da altri luoghi simbolo della zona: le Cinque Torri, il Lagazuoi e il Cason di Rozes, la baita diventata famosa con la serie "Un passo dal cielo".
Come arrivare al rifugio Dibona in auto (estate)
In estate è il modo più semplice. Da Cortina si imbocca la SR48 in direzione Passo Falzarego e, dopo circa 8 km, si trova sulla sinistra il bivio con la rotabile che sale verso le Tofane (località Fedaròla, circa 1.700 m). Da qui la strada sale tra i pascoli delle malghe Fedaròla: il primo tratto è asfaltato fino al piccolo parcheggio del Rifugio Duca d'Aosta, poi prosegue come strada sterrata (bianca) ma ben tenuta fino al piazzale del Dibona.
La strada è aperta al traffico e transitabile con qualsiasi auto, ma è stretta e in parte a fondo naturale: si guida con calma, tenendosi sul bordo e facendo attenzione ai mezzi che scendono. Chi non vuole guidare fino in cima può fermarsi prima e fare l'ultimo tratto a piedi (vedi sotto): è la scelta più piacevole se lo scopo è la passeggiata e non l'attacco di una via.
A piedi e in bici
La salita a piedi è una delle passeggiate più amate dai cortinesi: non troppo faticosa, ma quanto basta per meritarsi il pranzo in terrazza. Si lascia l'auto in uno dei parcheggi bassi (la piazzola di Fedaròla, o il parcheggio del Rifugio Duca d'Aosta) e si prosegue lungo la carrozzabile oppure sul più diretto sentiero 403, che taglia i tornanti. In circa 30-60 minuti, con un dislivello contenuto, si arriva al rifugio con la Tofana di Rozes che cresce a ogni passo. Il tratto forestale iniziale è così comodo da essere percorribile anche col passeggino.
D'estate la rotabile è molto apprezzata anche dai ciclisti, sia su strada che in mountain bike: una bella salita panoramica per chi ha buone gambe.
In inverno si sale solo a piedi
D'inverno la rotabile non è percorribile in auto. La salita parte a piedi dalla SR48, poco dopo la chiesetta degli Alpini (circa 1.698 m), a una nona di chilometri dal centro di Cortina: sono circa 1h15-1h30 a tratta e 340 metri di dislivello lungo un tracciato battuto, con ciaspole o ramponcini a seconda della neve (difficoltà E).
C'è un dettaglio che rende il Dibona speciale: da alcuni inverni i gestori hanno vietato le motoslitte. È l'unico rifugio aperto d'inverno nella conca ampezzana a imporre questa regola — quassù, anche a cena, si arriva soltanto con le proprie gambe. Una scelta controcorrente che merita di essere raccontata.
Orari e periodi di apertura
Indicativamente il rifugio è aperto in estate da metà giugno a fine settembre e, in versione ridotta, nel periodo invernale (dalle festività natalizie a Pasqua, spesso solo nei weekend, senza pernottamento). Le cene invernali sono su prenotazione e c'è un giorno di riposo settimanale. Trattandosi di date che cambiano ogni stagione, conviene sempre controllare o contattare la gestione prima di salire: sito ufficiale.
Parcheggio
C'è un piazzale (in parte adibito a parcheggio) davanti al rifugio, e alcune aree di sosta più in basso lungo la rotabile (Fedaròla, Duca d'Aosta). Lo spazio però è limitato: in alta stagione, e soprattutto d'inverno quando si parte da valle, si riempie in fretta. La regola d'oro è arrivare presto al mattino; se trovi pieno, prosegui verso i parcheggi più in basso senza lasciare l'auto a intralciare la carreggiata.
Cosa fare dal rifugio Dibona
Il Dibona è soprattutto una base di partenza ai piedi delle Tofane. Da qui partono itinerari per tutti i livelli:
- Rifugio Giussani ed ex rifugio Cantore — il classico dal Dibona (sentieri 403 e 404), ai piedi delle pareti, con la via normale alla Tofana di Rozes che prosegue da lì.
- Il Giro della Tofana di Rozes e la ferrata Lipella, tra le più belle e frequentate del gruppo, per escursionisti esperti e attrezzati.
- La ferrata Punta Anna e le grandi vie d'arrampicata sulla Tofana (Costantini-Apollonio, Spigolo del Pilastro) — terreno da alpinisti.
- Semplici passeggiate nel Parco Naturale delle Dolomiti d'Ampezzo, con la terrazza del rifugio come meta e punto di ristoro.
Tutta la zona è a due passi dal Passo Falzarego: se sei da queste parti, dai un'occhiata anche alle escursioni al Passo Falzarego, al Rifugio Lagazuoi e alle Cinque Torri.
Un po' di storia: chi era Angelo Dibona
Il rifugio fu costruito durante la Prima Guerra Mondiale come ricovero militare italiano (Rifugio Tarditi), poi ricostruito negli anni Cinquanta e dedicato ad Angelo Dibona (Cortina d'Ampezzo, 1879-1956), una delle più grandi guide alpine e arrampicatori di tutti i tempi, con oltre settanta vie aperte sulle Alpi. Portano il suo nome anche l'Aiguille Dibona in Francia e il Campanile Dibona in val Popena. Curiosità per cinefili: sulle pareti delle Tofane furono girate alcune scene di "Cliffhanger" (1993) con Sylvester Stallone, mentre alle vicine malghe Fedaròla De Sica ambientò parte di "Amanti" (1968).
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Domande frequenti
Si può arrivare al rifugio Dibona in auto?
Sì, in estate: dalla SR48 verso il Passo Falzarego si imbocca la rotabile che sale fino al piazzale del rifugio (ultimo tratto sterrato). D'inverno invece la strada non è transitabile e si sale solo a piedi.
Quanto ci vuole a piedi?
Dai parcheggi bassi bastano 30-60 minuti d'estate. In inverno, partendo dalla SR48 vicino alla chiesetta degli Alpini, circa 1h15-1h30 con 340 m di dislivello.
È adatto ai bambini?
Sì. Il tratto forestale è comodo, in leggera pendenza e percorribile anche col passeggino: una delle passeggiate più semplici e panoramiche di Cortina.
Il rifugio è aperto d'inverno?
Sì, ma in forma ridotta e senza pernottamento; le date variano ogni anno. E si raggiunge esclusivamente a piedi: al Dibona le motoslitte sono vietate.
Che escursioni si fanno dal Dibona?
È la base per il rifugio Giussani, per la via normale e le ferrate della Tofana di Rozes (Lipella, Punta Anna) e per le grandi vie d'arrampicata del gruppo.
Sei già salito al Dibona? Ci sei arrivato in auto, in bici o a piedi? Raccontalo nei commenti — aiuta chi sta pianificando la gita!
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